“Murgia tra ragione e fede: storie di emancipazione”. Zibaldone di provincia a cura di Giuseppe Saulle, ex sindaco di Spinazzola, storico esponente della sinistra murgiana. 136 pagine, supplemento de La Nuova Murgia
di Michele Cannito
“Emanciparsi”, vuol dire liberarsi da uno stato di schiavitù, sul piano economico e sociale. In questo libro, o meglio dire, annotazioni sparse – come le chiamerebbe il compianto Fabio Perinei (“Papa Rosso”, docente ed ex deputato della Murgia) – l’autore della pubblicazione “Murgia tra ragione e fede: storie di emancipazione” Giuseppe Saulle racconta il popolo murgiano. Classe 1953, meccanico specializzato in pensione, primo sindaco operaio della storia politica spinazzolese (1987-89), Saulle ripercorre gli eventi dalla Monarchica ad oggi. Come il popolo murgiano abbia provato ad emanciparsi, a liberarsi da uno stato di oppressione, di mancanza completa di diritti.
Saulle parte dall’Europa Monarchica, dal potere temporale della Chiesa che vi era nel nostro Paese e arriva alla Rivoluzione Francese, a quella Partenopea. Dal Novecento, agli anni del Fascismo, alla resistenza partigiana, al dopoguerra, alle lotte bracciantili (quelli che lui chiama “manutentori del territorio”). Racconta le primavere politiche, i primi consiglieri e sindaci operai, le prime donne in consiglio comunale, gli “intellettuali organici” (gramsciani), i preti semi-eretici (quelli che si battevano per i lavoratori, per l’emancipazione della donna e i diritti degli omosessuali).


Le battaglie per la pace
Le battaglie per la Pace di don Tonino Bello, insieme alle lotte civili dei primi parlamentari social-comunisti, come lo spinazzolese Raffaele Pastore, l’altamurano Fabio Perinei. E prima ancora il socialista professor Tommaso Fiore e altri che troverete citati nelle pagine a seguire. Fino ad arrivare alle battaglie contro i missili atomici sulla Murgia, contro lo spietramento e a favore dell’istituzione del Parco Nazionale della Murgia e del GeoParco (al vaglio della Commissione Unesco) Si concentra prevalentemente su quel che è accaduto nella sua Spinazzola, della vicina Minervin o e in parte ad Altamura e Gravina. Tra le pagine di “Murgia tra ragione e fede: storie di emancipazione” Saulle non ha un vero e proprio “filo conduttore”, la sua è quasi una “narrazione psicologica”, una sorta di diario decadente (n.d.r. che appartiene alla corrente letteraria del Decadentismo), la somma di ricordi ed emozioni vissute in quei tempi che affiorano alla mente.


Il conflitto fra Ragione e Fede
Alla base c’è il conflitto tra Ragione e Fede, più forte negli anni passati, più attenuato ai nostri tempi. Nelle pagine a seguire vi è anche un gran numero di immagini, documenti, foto archiviate dallo stesso autore. Queste “annotazioni sparse” o “zibaldone” (così come lo chiamò lui stesso il giorno in cui ci chiese di metter mano ai suoi appunti), non hanno nessuna “pretesa di verità”, rappresentano una sorta di “diario” di fatti vissuti direttamente o raccontati da altri. Scritti da un operaio specializzato in pensione, un ex sindaco, un cittadino della Murgia che ha contribuito all’emancipazione del suo territorio.





