Annamaria Pasquadibisceglie

IL DONO DELLA VITA: INTERVISTA AD ANNAMARIA PASQUADIBISCEGLIE

Intervista alla dottoressa Annamaria Pasquadibisceglie, autrice del libro Il dono della vita – Bionutrizione cellulare per la prevenzione e la cura delle malattie (Adda Editore). Un vero e proprio inno alla salute

di Mariapaola De Santis

Dottoressa, partiamo dalla genesi del suo libro “Il dono della vita”…

«Nasce intanto dalla mia esperienza personale. Il primo capitolo, infatti, la parte più importante del libro, è dedicato a tutto quello che ho fatto quando ho scoperto di avere un tumore a tutti e due i seni. Io pensavo di mangiare bene, di fare tutto quello che era necessario per non ammalarmi perché nella mia famiglia ci sono molte persone malate di tumore. Sono “caduta dal pero”, diciamo così. Sono ricercatrice, mi occupavo di fecondazione assistita, studiavo le cellule, la vita, sono specializzata in genetica, studiavo quindi le mutazioni del DNA. Quindi, ho iniziato subito lo studio delle cellule per capire perché ci stavamo ammalando tutti e ci stiamo, ancora oggi, ammalando tutti. A quel punto ho compreso quanto l’alimentazione sia importante e quanto noi pensiamo di fare tutto bene, ma in realtà non è così. Nel libro racconto la storia di quello che ho fatto per uscire da questa malattia. Sono importanti le terapie, ma è fondamentale anche l’associazione di disintossicazione degli organi emuntori. Facciamo un esempio. Se noi facciamo la chemioterapia, chiaramente sono farmaci, anche tossici: dobbiamo tenere fegato, reni e intestino puliti, affinché la chemio possa funzionare al meglio. Non solo disintossicazione, ma anche alimentazione. Dobbiamo nutrire le cellule ed evitare di mangiare cose che creano una base fertile per lo sviluppo di altre cellule tumorali. Sarebbe un controsenso fare la chemio da una parte e dall’altra fare tutto ciò che fa aumentare le cellule tumorali».

Quali sono le tre cause che scatenano la malattia a cui è giunta attraverso il suo studio?

«Carenza di micronutrienti (vitamine, sali minerali, oligoelementi), intossicazione ed infiammazione. Nel libro parlo di come evitarle, di prevenzione per le persone che sono sane. I micronutrienti servono a far funzionare il sistema di disintossicazione dei nostri organi e quello immunitario, contrastano i radicali liberi, il nostro nemico numero uno. Noi non ne assumiamo più e prendono il sopravvento le mutazioni. C’è un paradosso: mangiamo tanto, siamo obesi o in sovrappeso, siamo malnutriti perché mangiamo cibi vuoti. In Africa lo sono perché non hanno neanche i macronutrienti (le proteine ad esempio)».

Come si assumono i micronutrienti?

«Con i miei pazienti introduco i micronutrienti tramite estratti o integratori di eccellente qualità».

Da dove partire quindi?

«Dobbiamo iniziare a curare quella che è la parte più importante che è l’intestino, quello che io chiamo “primo cervello” e non secondo. È la parte a diretto contatto con l’esterno, la parte aperta. Dobbiamo curarlo affinché non passi nulla nel sangue. Pensiamo che quando mangiamo il cibo non vada da nessuna parte, che le scorie fuoriescano e basta. Invece non è così. Tutto quello che noi mangiamo va, attraverso le cellule intestinali, nel sangue. Io parlo molto di intestino, di giunzioni che tengono chiusa la barriera e che si allentano e sono l’anticamera di alcune malattie. Alcune persone hanno reflusso gastrico, gonfiore addominale, stanchezza, stipsi o diarrea. La prima cosa che faccio è curare l’intestino proprio per evitare altre malattie più gravi. Nel libro ho inserito delle ricette importanti per poter cambiare stile di vita e le testimonianze di pazienti oncologici e non. Tra queste c’è una bellissima testimonianza di due PET, prima e dopo, di una paziente oncologica che con chemioterapia, disintossicazione ed alimentazione ha avuto un risultato eccellente».

L’alimentazione assume quindi un ruolo fondamentale…

«Non si parla di associare alle terapie la corretta alimentazione. Noi siamo quello che diamo al nostro corpo. Poiché non diamo più alcuni elementi importantissimi, è chiaro che le cellule, il sistema immunitario non funzionano più bene. L’eccesso di radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare, va a creare delle mutazioni. Il tumore è multifattoriale non ha un solo fattore che lo determina, ma noi possiamo fare molto. Da ben 12 anni mi batto per la prevenzione primaria, per evitare di ammalarci. Quando ho lasciato il mio lavoro da embriologa ed ho iniziato a studiare, sono diventata allieva dell’oncologo francese Philippe Lagarde che mi ha insegnato la disintossicazione da chemio e da radio che sono completamente diverse. Non essendo medico, ma biologa, faccio la disintossicazione per bocca che sta avendo davvero ottimi risultati. Non faccio altro che quello che c’era già. Diceva Ippocrate che l’intestino è il più importante del nostro organismo. La disintossicazione è fondamentale. L’intossicazione che noi abbiamo oggi non deriva soltanto da fattori come l’aria, ma anche da ciò che mangiamo. La Coldiretti ha stilato una black list delle tossine che sono genotossiche. Immaginate che cosa succede».

Qualche consiglio da applicare subito per dare una piccola svolta quotidiana al nostro stile di vita, per iniziare un cambiamento?

«Evitare completamente gli zuccheri che sono la fonte della malattia. Non significa solo zucchero bianco. Utilizzare molto la frutta per preparare i dolci. Per quanto riguarda i bambini evitare le merendine confezionate. Utilizzare delle farine biologiche, alimenti non contaminati. Nel mio studio ci sono persone, giovani, 50 anni, affette già da malattie neurodegenerative (ad esempio il Parkinson) proprio per la tossicità che ci circonda. Evitare le bevande zuccherate, gli alcolici, i succhi di frutta che non sono tali. Bere estratti. Io curo molto con estratti a base di verdure e mela. Nel libro do molte indicazioni. Non sono un’estremista, ma dobbiamo eliminare tanta roba. Per vivere bene, per stare bene dobbiamo fare un passo indietro e tornare non dico a fare quello che facevano i nostri antenati, ma quasi. Bisogna tornare alla campagna».

Ci parla del suo sogno?

«Il mio sogno sarebbe quello di realizzare la Casa della Salute. L’ho promesso a Padre Pio. Una masseria, una campagna dove poter applicare quello che io faccio, a malati e non. Vorrei realizzare una realtà convenzionata per far accedere tutti. Walter Willet, il numero uno mondiale della ricerca sul cancro, con cui ho seguito un corso, dice che vivere in modo sano potrebbe favorire un’aspettativa di vita maggiore addirittura di 14 anni. Questo è il nostro futuro, cambiare stile di vita».

Annamaria Pasquadibisceglie Coach in medicina di stile di vita. Laureata in Scienze biologiche, specializzata in Genetica medica e Nutrizione clinica, esercita la libera professione di biologa nutrizionista per la prevenzione e cura delle malattie. È stata allieva del dottor Philippe Lagarde, oncologo, dal 2012 al 2016, da cui ha appreso conoscenze di disintossicazione da chemio e radio terapia per sostenere i pazienti durante le cure oncologiche. Nel 2015 ha frequentato un corso in Lifestyle Medicine tra l’università La Sapienza di Roma e la Harvard Medical School con il professor Walter Willett. Ha frequentato corsi di cucina antitumorale presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano con il professor Franco Berrino. Già ricercatrice presso la “Casa sollievo della sofferenza” di San Giovanni Rotondo. Già embriologa ricercatrice presso l’ospedale “De Bellis” di Castellana Grotte.

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