Panbiscò - Gino Picerno

L’ intelligenza artigianale di Panbiscò

PanBiscò con la Bruschetta di Altamura® e i Crostini Tozzapane® sta conquistando le tavole degli italiani. Luigi Picerno, imprenditore visionario, partendo dalla tradizione, ha saputo dare impulso ad un nuovo mercato. Un’azienda che investe costantemente risorse ed energie per contribuire allo sviluppo sociale e culturale della comunità murgiana: sport, editoria e promozione sociale

«IL PANE È TUTTO, IL PANE È VITA»

Gino Picerno (classe ‘66) ha iniziato a lavorare nel settore della panificazione da giovanissimo: “A 8 anni ho avuto il mio approccio con questa professione, però nel 1979 un brutto incidente stradale portò via papà Nicola… lasciandomi dentro un vuoto incolmabile. Lui ripeteva sempre una frase”, scava nei ricordi: «Il pane è tutto, il pane è vita». Un’affermazione “ricca di significati, chi ha sofferto la fame conosce bene la preziosità di un alimento”. Così affina il mestiere per altri dieci anni e nel 1989 nasce la Biscò: “Iniziamo a produrre biscotti artigianali e altri prodotti da forno. Ho sempre avuto chiaro che la selezione delle materie prime e i metodi di lavorazione dovessero essere la migliore garanzia di qualità per il consumatore”. Mentre la produzione del pane “è subentrata in un secondo momento, ogni evoluzione della nostra azienda è frutto di un percorso, impreziosito dall’apporto fondamentale di mia moglie Maria e dei miei figli Stella, Nicola e Rossana”.

«CON ME PRESIDENTE, SIAMO TUTTI PRESIDENTI»

Nel 2013 Gino decise di certificare l’azienda per la produzione di Pane di Altamura DOP, assurgendo un anno dopo (2014) alla presidenza del Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione del Pane di Altamura DOP: “Ho lavorato alacremente per 8 anni (due mandati), ma nulla sarebbe stato possibile senza lo sforzo di tutti gli associati”. Al momento dell’insediamento esordì con questo pensiero cardine: «Con me presidente, siamo tutti presidenti». Di fatto: “Ho messo a disposizione il consorzio aprendolo al territorio, forgiandone una nuova visione. Tra i risultati di cui vado più fiero v’è l’aumento del 200% degli associati e l’incremento da 150 tonnellate a 700 tonnellate di DOP messo in commercio”.

«Ci siamo associati alla Fondazione Qualivita con sede a Siena, per la valorizzazione delle DOP e IGP italiane, mai nessuno lo aveva fatto prima. Inoltre, mi onoro di aver ideato e sostenuto il primo Festival de Le origini del Pane di Altamura (16 ottobre 2021), con la partecipazione di grandi Consorzi italiani: Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Asiago, Burrata di Andria, Lenticchia di Altamura, Cipolla di Margherita di Savoia e Olio Dauno”.

Degno di menzione il libro La Storia del Pane di Altamura. Grano Farina e forni, dal Medioevo al Novecento (2022), al quale ho contribuito».

PANBISCÒ: «LA QUALITÀ È UNA QUESTIONE DI FAMIGLIA»

Dopo trent’anni d’indefesso lavoro con la stessa filosofia, racchiusa nello slogan: «La qualità è una questione di famiglia», il brand vive un profondo restyling dando vita al logo PanBiscò: “Nulla è cambiato dal punto di vista della trasparenza, tradizione, artigianalità, anzi, abbiamo arricchito le nostre specialità”. Grandi traguardi premiati dalla Regione Puglia nel 2019, la quale ha conferito a Gino il titolo di Maestro Artigiano durante la Fiera del Levante, senza dimenticare il Premio Industria Felix (aziende competitive, affidabili e sostenibili) con un’Alta Onorificenza di Bilancio: “C’è chi ha raggiunto tali vette attraverso i banchi di scuola e chi, attraverso le botteghe…”.

PANBISCÒ: «BRUSCHETTA DI ALTAMURA® E CROSTINI TOZZAPANE®»

“Dare una seconda vita al pane è un mio cruccio di sempre”. Oggi la Bruschetta di Altamura® e i Crostini Tozzapane® rappresentano “il 70% del bilancio aziendale, nessuno prima aveva pensato di portare questi straordinari prodotti sulle tavole degli italiani. Siamo stati precursori del boom di mercato in cerca dei ‘sostitutivi del pane’. Avendo creato uno snack da dispensa, non solo si evitano sprechi, ma si reinventa il modo di consumare pane, senza snaturarlo né privandolo degli elementi tradizionali. Nei suoi condimenti troviamo olio extravergine d’oliva, sale e origano, come la bruschetta fatta a casa. Nemmeno nella conservazione Panbiscò ha fatto stravolgimenti, lasciando al prodotto la sua vita naturale”.

Sorride e riempie la stanza con un aneddoto lungimirante:

«Sono stato il primo ad Altamura a volere l’affettatrice… all’epoca il macchinario era concepito per il pancarrè, infatti il nostro pane – essendo troppo duro – rompeva gli ingranaggi. Ero osteggiato e guardato con scetticismo, adesso chi fa a meno dell’affettato? Questo per dirvi che bisogna guardare sempre avanti inventando nuovi mercati, c’è spazio per tutti, senza dover ricorrere alla concorrenza sleale.

Sono felice di aver dato sempre qualcosa al territorio: non ho mai rubato una briciola di lavoro a nessuno».

«INVESTIAMO TUTTO CIÒ CHE LA LEGGE CONSENTE»

Spesso le associazioni “chiedevano la possibilità di inserire un pezzo di pane all’interno dei premi gara, io ho voluto fortemente promuovere il DOP in questi omaggi, anzitutto per diffondere il brand altamurano”. Da lì “contributi alla Caritas, alla Madonna del Buon Cammino, società sportive, creando un effetto domino virtuoso imitato da molti”. Non solo: “Editoria, rappresentazioni laiche, eventi culturali e di bellezza. Come azienda investiamo tutto ciò che la legge consente per contribuire alla crescita materiale e spirituale della nostra comunità”. Attualmente la società è main sponsor della Biscò Leonessa Volley (serie B2), con Gino Picerno dirigente e Presidente Onorario: “Altamura è considerata una grande realtà nel mondo anche grazie a tutti gli imprenditori che le rendono lustro. Io faccio solo la mia parte”. In questo contesto “mi piace sempre chiosare con una battuta – metafora: Quando il primo uomo sbarcò sulla Luna, trovò un altamurano a vendere il pane’”.

«NEL CASSETTO HO MILLE IDEE PER IL FUTURO»

“Sono fiero della mia squadra di lavoro, dei miei figli e nipoti, che stanno dando una marcia in più al progresso aziendale”. Tratteggia con la penna nell’aria un disegno deciso: “Tremila metri quadri di capannone in arrivo su Via Gravina, per ampliare il ventaglio di progetti in itinere”. Ma “confesso, tra i miei più grandi desideri v’è la realizzazione di un monumento al Pane di Altamura e ai suoi fornai da posizione in un punto strategico della città, e il riconoscimento di Capitale Italiana del Pane”. Conclude: “Il cassetto delle idee è pieno, apriamolo poco per volta”.

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